Il plank è quell’esercizio in cui ti appoggi sugli avambracci e sulle punte dei piedi, con il corpo dritto come un’asse, e resisti. Un minuto brucia. Due minuti fanno tremare. DonnaJean Wilde, 61 anni, di Magrath, in Alberta, l’ha tenuto per cinque ore il 5 ottobre, agli Huntsman World Senior Games, e ha battuto il record mondiale femminile. Che era già suo.
Nel 2024 aveva fissato il primato a 4 ore, 30 minuti e 11 secondi. Nello stesso anno si era presa anche un altro record, quello dei piegamenti sulle braccia in un’ora: 1.575. Più di uno ogni due secondi e mezzo, per sessanta minuti.
Tutto per un polso
Wilde è un’insegnante in pensione, ha fatto la vicepreside, ha cinque figli e dodici nipoti. Non è una di quelle atlete che si allenano da sempre per i record: ha cominciato a fare plank nel 2013, quasi per caso, perché si era rotta un polso. Con il braccio al collo non poteva camminare a lungo né correre, ma scoprì che il plank, appoggiata sugli avambracci, lo poteva fare. Così lo fece. E non ha più smesso.
Cinque ore come?
Chi ha provato a tenere un plank per tre minuti si chiede legittimamente come si facciano cinque ore. La risposta onesta è: non si sa bene. Il corpo si adatta a quasi tutto se lo si allena per anni, la mente conta più dei muscoli, e Wilde ha dalla sua una cosa che nessun ventenne può comprare: tredici anni di plank quotidiani.
Il record maschile, per la cronaca, supera le nove ore, ma il punto non è quello. Il punto è una nonna di 61 anni che su un tappetino, per cinque ore, non si è mossa, e poi si è alzata e probabilmente è andata a prendere i nipoti.