Stevens County, Minnesota, 14 ottobre. Un agricoltore sta raccogliendo il mais quando la mietitrebbia si ritrova davanti qualcosa che nel campo non ci doveva essere: un oggetto metallico, annerito come se fosse passato attraverso un forno, largo circa 3,3 metri. Chiama lo sceriffo. Lo sceriffo arriva, guarda, e scrive nel comunicato ufficiale che si tratta, “presumibilmente”, di un oggetto spaziale.

Nessuno ferito, nessun pericolo per il pubblico, dicono le autorità. E nessuno, al momento, che sappia dire con certezza di chi sia.

L’ipotesi del razzo cinese

L’astrofisico Jonathan McDowell, che di giorno lavora al centro di astrofisica di Harvard e per hobby tiene il conto di tutto quello che cade dallo spazio, un’idea ce l’ha: potrebbe essere un pezzo dello stadio superiore di un razzo cinese Zhuque-2E, che è rientrato nell’atmosfera proprio sopra il Minnesota il 15 settembre.

Se è così, l’oggetto è rimasto nel campo per un mese buono prima che qualcuno lo notasse. Il che, in un campo di mais alto due metri e mezzo a settembre, è meno assurdo di quanto sembri: non lo vedi finché non lo tagli.

E adesso?

Le agenzie statali e federali stanno cercando di identificare l’oggetto, risalire al proprietario e organizzare la rimozione. In teoria, secondo i trattati internazionali, i detriti spaziali restano di proprietà del paese che li ha lanciati, che è anche responsabile dei danni. In pratica, il contadino del Minnesota ha un pezzo di razzo nel campo e aspetta che qualcuno venga a prenderselo.

Non è il primo caso: nel 2024 un frammento di una batteria sganciata dalla Stazione Spaziale Internazionale ha bucato il tetto di una casa in Florida, e la famiglia ha fatto causa alla NASA. Il cielo, insomma, ogni tanto restituisce quello che gli mandiamo. Di solito in mare. Qualche volta nel mais.