Partiamo dal prodotto, che è la parte meno interessante. L’Hutzler 571 è un affettabanane: una sagoma di plastica gialla, curva come una banana, con una serie di lame parallele. Lo premi sulla banana sbucciata e ottieni delle rondelle tutte uguali. Fine. Costa quanto un caffè e una brioche.
Il problema, se così si può chiamare, è che chiunque lo guardi pensa la stessa cosa: ma non basta un coltello? E su Amazon, nel marzo 2011, qualcuno decise di rispondere a quella domanda con una recensione entusiasta, esageratissima, che lodava l’oggetto come se avesse cambiato la storia dell’umanità.
Da una battuta a un genere letterario
Da lì è partita una gara. Nel settembre 2012 le recensioni erano circa 250; nell’aprile 2013 avevano superato le 3.900. Quasi tutte false, quasi tutte spettacolari. C’è chi racconta che l’affettabanane gli ha salvato il matrimonio. Chi lo descrive come un salto evolutivo rispetto al coltello, definito “primitivo”. Chi sostiene di averlo usato per difendersi da un ladro. Chi lo analizza come se fosse un risultato scientifico, o una rivelazione mistica. Chi lamenta che le banane della sua zona hanno la curva dalla parte sbagliata.
Il fenomeno è stato ripreso da BuzzFeed e dal Today Show della NBC ed è finito nella stessa categoria di altri casi celebri, come la maglietta con i tre lupi e la luna, o le penne BIC “per lei”, che su Amazon avevano scatenato la stessa ondata di sarcasmo collettivo.
E il produttore?
Qui sta la parte più bella. Nel gennaio 2013 la Hutzler, l’azienda che lo fabbrica, ha scritto pubblicamente che le recensioni le facevano ridere e che, soprattutto, stavano facendo aumentare le vendite. Migliaia di persone compravano un affettabanane per poterne scrivere la recensione. L’oggetto inutile era diventato il biglietto d’ingresso a uno scherzo collettivo.
Oggi l’Hutzler 571 è ancora in vendita, le recensioni sono ancora lì, e qualcuno continua ad aggiungerne. È, con ogni probabilità, l’utensile da cucina più recensito e meno usato della storia.